{"id":335,"date":"2019-08-06T11:30:14","date_gmt":"2019-08-06T09:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carlalertola.com\/it\/?p=335"},"modified":"2019-08-02T10:16:14","modified_gmt":"2019-08-02T08:16:14","slug":"fegato-grasso-una-prevenzione-possibile-dalle-verdure-a-foglia-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlalertola.com\/it\/2019\/08\/06\/fegato-grasso-una-prevenzione-possibile-dalle-verdure-a-foglia-verde\/","title":{"rendered":"FEGATO GRASSO: UNA PREVENZIONE POSSIBILE DALLE VERDURE A FOGLIA VERDE"},"content":{"rendered":"<p>Vi capiter\u00e0 di imbattervi nella vostra ricerca di informazioni sul web, anche in studi sperimentali. Quelli cio\u00e8 molto preliminari, i cui risultati si riferiscono a esperimenti di laboratorio, condotti solo su animali e non ancora sull\u2019uomo. Fra gli studi pi\u00f9 recenti ce n\u2019\u00e8 uno del <a href=\"https:\/\/ki.se\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Karolinska Insitutet<\/a>, prestigiosa struttura ospedaliera e di ricerca in Svezia, dove un gruppo di ricercatori avrebbe scoperto che il nitrato inorganico, una sostanza contenuta originariamente in alcune verdure a foglie verdi, come gli spinaci o in altri ortaggi tra cui il cavolo, sarebbe in grado di ridurre l\u2019accumulo di grasso nel fegato. Il grasso, quando in eccesso in quest\u2019organo, pu\u00f2 stimolare l\u2019insorgenza di una specifica malattia, il fegato grasso appunto, scientificamente nota come steatosi epatica. Essa pu\u00f2 essere una conseguenza di un forte uso\/abuso di alcool con implicazioni pesanti per la salute generale (non sol del fegato) e di problemi di sovrappeso e\/o obesit\u00e0. Il fegato grasso \u00e8 una patologia subdola perch\u00e9 di norma d\u00e0 sintomi a uno stadio gi\u00e0 avanzato, quando per\u00f2 viene scoperto in fasi molto preliminari si pu\u00f2 \u2018trattare\u2019 efficacemente con la correzione della dieta. Abbassando cio\u00e8 sensibilmente l\u2019apporto di cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi e, stando a questa nuova ricerca, anche integrando nella dieta alimenti con nitrato inorganico. Una sostanza presente oltre che negli spinaci anche nel sedano, lattuga e rucola. L\u2019interazione di questi fattori sembrerebbe in grado di migliorare il metabolismo e la sensibilit\u00e0 dell\u2019insulina ma anche abbassare la pressione sanguigna.<\/p>\n<p>Queste evidenze sono emerse al momento nei topolini in cui il fenomeno del fegato grasso \u00e8 stato studiato; noi cosa potremmo fare invece? Consumare almeno 200 grammi di questi alimenti, \u00a0all\u2019interno di una dieta sana, varia e bilanciata.<\/p>\n<p>Torniamo alla mia affermazione inziale. Occorre dunque diffidare di questi studi sperimentali? Affatto, perch\u00e9 possono dare delle buone \u2018ipotesi\u2019 iniziali, tuttavia da confermare con studi ulteriori che attestino in questo caso l\u2019efficacia del nitrato inorganico nella prevenzione\/controllo del fegato grasso.<\/p>\n<p>Dunque s\u00ec all\u2019informazione, sempre e comunque, ma attenzione a soppesarla per il suo \u2018reale\u2019 valore e soprattutto occhi aperti sulle fonti che vengono consultate. Che siano sempre scientificamente accreditate (in questo caso, il Karolinska Insitutet lo \u00e8) da esperti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi capiter\u00e0 di imbattervi nella vostra ricerca di informazioni sul web, anche in studi sperimentali. 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