{"id":214,"date":"2019-02-19T11:28:08","date_gmt":"2019-02-19T10:28:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carlalertola.com\/it\/?p=214"},"modified":"2019-02-19T11:28:08","modified_gmt":"2019-02-19T10:28:08","slug":"la-celiachia-potra-essere-diagnosticata-solo-con-un-esame-del-sangue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlalertola.com\/it\/2019\/02\/19\/la-celiachia-potra-essere-diagnosticata-solo-con-un-esame-del-sangue\/","title":{"rendered":"LA CELIACHIA POTR\u00c0 ESSERE DIAGNOSTICATA SOLO CON UN ESAME DEL SANGUE?"},"content":{"rendered":"<p>Gastroduodenoscopia con biopsia dei villi intestinali: s\u00ec o no? \u00c8 questo lo \u2018strumento\u2019 indispensabile per arrivare a una <strong>diagnosi certa di celiachia<\/strong> e per valutare la guarigione della mucosa intestinale dopo una dieta \u2018terapeutica\u2019 senza glutine?<\/p>\n<p>Il dibattito, da sempre aperto, si \u00e8 riacceso in questi giorni dopo la pubblicazione di <strong>uno studio americano della Mayo Clinic<\/strong> sulla rivista &#8220;Gastroenterology&#8221;. I risultati suggerirebbero infatti che questo tradizionale esame diagnostico, che si avvale anche della ricerca nel sangue di specifici anticorpi di malattia celiaca (anti-transglutaminasi IgA e anti-endomisio), potrebbe essere eventualmente sostituito da <strong>un nuovo test sempre sul sangue<\/strong>, sufficiente a definire da solo la presenza di malattia sia in fase di accertamento preliminare sia di follow-up sull&#8217;intestino dopo adeguata terapia.<\/p>\n<p>Per diagnosticare la celiachia nei piccoli non si ricorre a biopsie, ma ora esiste il \u2018sospetto\u2019 (gi\u00e0 sollevato da precedenti studi) che questa indicazione diagnostica possa essere applicata anche all&#8217;adulto. Come confermerebbero potenzialmente questo studio e il nuovo test. Il quale sembra avere una <strong>sensibilit\u00e0 elevatissima, dunque un margine di errore molto basso<\/strong>, nel distinguere i pazienti con celiachia da quelli sani.<\/p>\n<p>Tutto va avvalorato da ulteriori studi di approfondimento che le attestino l\u2019attendibilit\u00e0 scientifica. Sono convinta che sarebbe molto utile poter disporre di un marcatore di malattia, perch\u00e9 <strong>molti pazienti rifiutano la biopsia<\/strong>, in quanto \u00e8 un esame invasivo.<\/p>\n<p>\u00c8 importante notare come <strong>la celiachia sia altamente presente nella popolazione italiana: 200 mila casi<\/strong> accertati secondo le ultime stime del Ministero della Salute, eppure ancora sottostimati. Pare infatti che a questo zoccolo duro si aggiungano una porzione di intolleranti al glutine ancora ignorata o nel limbo a causa di una sintomatologia banale e\/o lieve tale da non essere associata o riconosciuta come celiachia cronica, e una fetta di popolazione \u201c<em>gluten sensitivity\u201d<\/em>, cio\u00e8 di non veri celiaci, ma con una sensibilit\u00e0 al glutine che altera il rapporto con il grano e affini.<\/p>\n<p>Ricordo tassativamente di <strong>non eliminare dalla dieta il glutine prima di sottoporsi a specifici test<\/strong> <strong>diagnostici<\/strong> poich\u00e9 potrebbero dare dei risultati \u2018falsi positivi\u2019, ovvero fare rilevare la malattia laddove invece non esiste.<\/p>\n<p>Ben vengano, dunque, i contributi scientifici che inducono a valutare trattamenti minimi, compreso quelli diagnostici, di massima efficacia per il paziente con un <strong>contenimento anche della spesa pubblica sanitaria<\/strong>. E questo test sembra andare proprio in questa direzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gastroduodenoscopia con biopsia dei villi intestinali: s\u00ec o no? \u00c8 questo lo \u2018strumento\u2019 indispensabile per arrivare a una diagnosi certa di celiachia e per valutare la guarigione della mucosa intestinale dopo una dieta \u2018terapeutica\u2019 senza glutine? 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