Mi peso non mi peso

Eccola lì la bilancia, giudice inesorabile dei nostri progressi (o dei nostri fallimenti) durante la dieta. Nonostante sia uno dei miei irrinunciabili strumenti di lavoro, vi confesso che non mi piace. Perché sa essere amica, ma è anche diabolica, quando si trasforma in una cattiva consigliera.

 

Qualche esempio? Se ci pesiamo e scopriamo che, durante la dieta, non abbiamo perso nulla o meno di quello che speravamo, la bilancia ci sussurerà all’orecchio che siamo dei falliti, ci farà sentire in colpa, ci demotiverà. Peggio: magari ci suggerirà di saltare un pasto, per mettere a posto le cose.

 

Oppure, facendo la falsa amica, ci dirà che stiamo andando benissimo, meglio del previsto, e quindi perché non dimenticarci le regole per un po’, con un piccolo saccheggio nel frigorifero o una serata senza freni al ristorante? Un vero e proprio sgambetto durante la nostra corsa verso il traguardo.

 

No cari amici, la bilancia lasciamola stare, lasciamola ai tecnici. Per questo motivo io consento ai miei pazienti di usare un unico tipo di bilancia, almeno nella fase calda della dieta: quella per pesare gli alimenti. Quella sì che non dà suggerimenti sbagliati o sussurra pensieri insidiosi. E’ un piccolo soldatino, che vi aiuterà ogni giorno nella battaglia contro il peso, e che ve la farà vincere.

 

Sull’altra bilancia ci salirete sempre e solo con me, davanti a me. Così, quando avrà da dire la sua, ci sarò io a controbattere: perché un aumento di peso temporaneo non è mai una disfatta, mentre un successo dà conforto, ma è solo una battaglia vinta. E noi vogliamo vincere la guerra per avere la pace, e la silhouette giusta, per sempre no?